Realtà virtuale: l’inganno che cambierà il mondo

Mark HTC Vive

Siamo davvero all’inizio di una nuova era dove il confine tra virtuale e reale è ormai estremamente labile, anzi probabilmente non esiste più. E’ stato sufficiente indossare il visore HTC Vive per capire che nulla sarà più come prima. A dire il vero la realtà virtuale non è una tecnologia nuova, i primi esperimenti risalgono addirittura agli anni ’60, ma dopo anni di test di scarso livello, siamo arrivati a un punto di svolta. L’esperienza offerta dal visore di HTC, sviluppato in collaborazione con Valve Corporation dimostra chiaramente che la VR è pronta per fare il suo ingresso trionfale nel mondo hi-tech. Indossando l’ingombrante maschera Vive infatti, sono stato catapultato in ambienti costruiti al computer che hanno dimensioni e prospettive reali, con dettagli visivi perfettamente definiti.
Negli spazi simulati non solo ho potuto muovermi liberamente a 360 gradi, ma anche compiere azioni concrete come avvitare bulloni o cucinare ai fornelli. Ho così potuto vivere esperienze altrimenti impossibili da realizzare come scalare l’Everest senza fatica, guardare una balena a 20 metri di profondità, montare e smontare un complicato robot e perfino entrare dentro un video game schivando zombie che ci attaccavano da ogni parte. Tutto in modo assolutamente realistico.
L’elemento più sorprendente offerto dalla realtà virtuale, già disponibile per l’acquisto nei negozi di elettronica, è proprio quello di immergersi in contesti tridimensionali capaci di ingannare il nostro cervello perché ogni cosa intorno a noi di fatto non esiste anche se ci sembra assolutamente vera.
Dopo la mia prova sul campo possiamo affermare con cognizione di causa che la VR è davvero una disruptive technology, una innovazione in grado di cambiare le regole del gioco. “La realtà virtuale e la realtà aumentata sono già pronte per misurarsi con il mercato e diventeranno tecnologie di uso comune nel giro di un paio d’anni”, mi ha detto Filippo Rizzante, CTO di Reply, azienda leader nel campo delle nuove tecnologie che ha da poco aperto un importante centro di ricerca chiamato Area 360.
“Nel campo dell’intrattenimento la VR è in grado di offrire un’esperienza totalmente nuova e divertente, ma avrà un ruolo fondamentale anche nelle applicazioni business perché è in grado di risolvere problemi concreti”, continua Rizzato. In effetti i campi applicativi della realtà virtuale e di quella aumentata sono davvero molti, non a caso gli analisti di TrendForce stimano che questo settore varrà 70 miliardi di dollari entro il 2020. A beneficiarne maggiormente sarà l’industria videoludica, in modo particolare grazie alla realizzazione di nuovi videogiochi, di film immersivi e il massiccio uso che si farà di questa tecnologia durante gli eventi live. Risvolti importanti si avranno però anche nel settore medico/scientifico, in campo ingegneristico, in ambiti militari, nel mondo retail e in quello dell’educazione. L’entusiasmo è legittimo, ma occorre rimanere con i piedi per terra. Per ora la tecnologia VR è un vezzo destinato a pochi visto che un kit composto da visore e PC costa almeno 1500 euro, e al momento, i contenuti software sono alquanto limitati. Una cosa è certa però: il bello deve ancora venire. E non è una previsione.

Autore: Mark

Per parlare di futuro non bisogna avere la sfera di cristallo, ma una grande curiosità per quello che sta già accadendo. Il bello deve ancora venire!

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